OPERATORI SANITARI ED ESTETISTE CONTRO BIO-ENERGETICA E SHIATSU. È LA GUERRA DEL BENESSERE.

La legislazione non è chiara e i settori cercano di mettersi i bastoni tra le ruote ma il benessere della persona che fine fa?
Braccio di ferro tra sanità e operatori olisitic

OPERATORI SANITARI ED ESTETISTE CONTRO BIO-ENERGETICA E SHIATSU. È LA GUERRA DEL BENESSERE.

Quante volte ci si trova in dubbio davanti alla preparazione di un professionista del benessere?

L’operatore al quale vorremmo affidarci è perfettamente formato oppure la sua preparazione è solo di facciata? Come si può sapere?

Questi sono solo alcuni degli interrogativi che ci passano per la mente quando ci fermiamo davanti allo studio di un operatore del benessere o leggiamo un annuncio su internet che reclamizza un nuovo trattamento. Neppure mettere in mostra sulla parete della reception decine di attestati di frequenza garantisce una formazione ad hoc.

Anche chi sta cercando una scuola per un corso di formazione o di aggiornamento ha lo stesso problema. Esistono tantissime strutture e i corsi proposti sono sempre molto costosi. E l’onerosità non sempre è direttamente proporzionale alla qualità dell’insegnamento.

In Italia non esiste un percorso abilitativo comune e riconosciuto per gli operatori, ma piuttosto delle scuole private che formano più o meno approfonditamente chi vuol fare di questa passione una professione.

Misurare la qualità di un operatore bio-energetico è praticamente impossibile.

Come utente si tende sempre ad ascoltare il passaparola o la classica fiducia “a pelle”. Poi con il passare del tempo, conoscendo di più l’ambiente, si riesce anche a capire quale professionista sia più affidabile e serio di altri.

Tutto questo dipende dal fatto che, fintanto che non esisterà una legislazione che riconosce chiaramente  la figura dell’operatore di discipline bio-naturali ci sarà sempre molta confusione. E fino a che ci saranno decine e decine di scuole e altrettante associazioni con percorsi formativi sempre diversi, questa chiarezza non sarà mai possibile.

Partiamo dal presupposto che l’operatore del benessere o di discipline bioenergetiche non è una figura riconosciuta a livello legislativo. Non esistono albi professionali e il Ministero della Salute non riconosce le terapie alternative come “valide”.

Il massaggio, che viene praticato all’interno.di questi percorsi formativi, è visto pericolosamente vicino al campo estetico (disciplinato dalla legge 1/1990) o a quello terapeutico fisioterapico (disciplina sanitaria).

Gli equilibri tra professioni del benessere, operatori estetici e figure sanitarie sono molto delicati. Tutti e tre hanno lo scopo di far star bene le persone, ma spesso a causa di interessi economici, delazioni o interessi politici, il benessere delle persone passa in secondo piano.

Un grosso aiuto alle professioni non riconosciute lo ha dato la legge n.4 del 14 Gennaio 2013. Infatti le scuole o gli operatori hanno aggiunto la dicitura di questa legge ai loro siti internet o ai biglietti da visita, come se con questo li ponesse al sicuro dal rischio di un procedimento penale per “abuso di professione”.

Purtroppo è una legge molto generica che non fa riferimento assolutamente alle professioni bioenergetiche o bionaturali: potrebbe andare benissimo anche per iprogrammatori di videoterminale o i venditori di giornali porta a porta.

Legge n.4 del 14 Gennaio 2013 permette ai professionisti (non organizzati in ordini o collegi) che operano a favore di terzi di esercitare prevalentemente mediante lavoro intellettuale o comunque con il concorso di questo con esclusione di quelle attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi dell’art 2229 del codice civile, delle professioni sanitarie (ad es. fisioterapista, fisiatra..), delle attività e dei mestieri artigianali (ad es. il settore estetico), commerciali, e di pubblico esercizio disciplinate da specifiche normative.

Nello specifico significa che un professionista, non rientrante in categorie legalmente riconosciute (come invece lo sono il settore estetico o il sanitari), può esercitare la sua professione purchè essa sia esclusivamente intellettuale o lo sia in parte. E non deve assolutamente entrare in conflitto con attività artigiane (estetica), commerciali (estetica) e sanitarie

I fisioterapisti e le estetiste storcono il naso

Fino ad ora erano sempre i fisioterapisti a citare operatori del benessere (per lo più shiatsu) rei, a loro giudizio, di proporre massaggi terapeutici quando non avrebbero potuto assolutamente farlo. Tutte le sentenze hanno dato ragione agli operatori shiatsu che non si erano MAI proposti come terapisti. I loro trattamenti sono di origine orientale, energetici e non terapeutici; volti al benessere della persona nella sua interezza.

Da un paio d’anni a questa parte hanno iniziato le estetiste a muovere le acque come è successo nel 2014 ad un Operatore di Medicina Cinese della Liguria.

Il 25 Luglio 2016, la sentenza è stata depositata in Consiglio di Stato a favore di questo Operatore ed è stato riconosciuto che il massaggio cinese non è in alcun modo associato al settore estetico.

Nel 2014, lo studio era stato messo sotto sequestro da parte del Comune di San Remo.

Da quel momento è iniziato il procedimento legale, tra appelli e ricorsi, terminato da pochissimo, dove le varie associazioni professionali (A.Ce.M.O di massaggio orientale, A.P.O.S. e F.I.S.e.o. di shiatsu) si sono unite per difendere la posizione di questo operatore ed evidentemente anche di tutti i loro associati che potrebbero trovarsi nella medesima condizione. Non a tutti è piaciuto il risultato: la Confartigianato Estetica della Regione Veneto non si trova per niente in accordo con la sentenza emessa. Ha quindi presentato al Governo un’ipotesi di soluzione che preveda percorsi intermedi di accesso alla professione di estetista, consentendo a singoli professionisti, grazie a percorsi più brevi, di acquisire l’abilitazione necessaria per svolgere singoli trattamenti estetici.

La miglior soluzione? Collaborare con un fisioterapista, un medico o un’estetista.

Finchè non esisterà una legislazione inequivocabile che riconosca la figura dell’operatore di discipline alternative, il migliore compromesso è collaborare con un’estetista o un fisioterapista o un medico nella propria struttura. Questo permette anche di unire le proprie conoscenze e poter fornire un servizio più completo possibile. Ancora meglio sarebbe seguire il percorso formativo di estetica o di fisioterapia.

Dal punto di vista fiscale, una volta aperta la partita IVA generica per servizi alla persona non dimenticarsi mai di apporre sulle proprie ricevute sanitarie non fiscali la dicitura inequivocabile “trattamento di -nometrattamento- energetico no terapeutico”.

Per approfondire:

Estetica da LEGGE n.1 del 4 gennaio 1990
Legge n.4/2013
Venetoeconomia.it “estetisti contro consiglio di Stato” del10/08/2016

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